[BlancpainGT] Ferrari espugna Silverstone dopo un finale thrilling. Lamborghini seconda, Audi sul podio.

La Ferrari #72 di SMP Racing con Miguel Molina, Mikhail Aleshin e Davide Rigon vince la 3 ore di Silverstone dopo 76 giri. Seconda posizione per la Lamborghini #519 del FFF Racing Team con Franck Perera, Phil Keen e Giovanni Venturini; chiude il podio l’Audi R8 #2 di Alex Riberas, Ezequiel Perez Companc e Dries Vanthoor.

Un successo per Ferrari sicuramente che non attendeva visto che nelle qualifiche disputate stamattina non è andata oltre la 10° posizione, mentre in prima fila ha visto la presenza della Lamborghini #63 e dell’Audi #55.

Lo start di gara è sembrato tutto sotto controllo, ma all’uscita di Becketts l’Audi R8 #5 ha effettuato un testacoda, a quale ha scatenato un rovinoso incidente che ha visto convolte ben quattro vetture: la Mercedes #88, l’Aston Martin #59 (in Overall), l’Audi #26 (PAM) e la Ferrari #488 (AM) hanno dovuto alzare bandiera bianca.

Dopo una Full Course Yellow seguita da una Safety Car, durate ben 15 minuti, è iniziata la vera gara. Engelhart sulla Lamborghini #63, Perera e Lind sulla #519 hanno iniziato una fuga sugli altri, l’unico a contenere il distacco è stato Pepper sulla Bentley #107, mentre Schothorst sull’Audi #55 ha trovato il suo ritmo in 5° posizione.

Prima della fine dello stint, Lind è riuscito a sopravanzare Perera; il pilota danese è riuscito a chiudere il gap successivamente anche su Engelhart, purtroppo il driver tedesco ha avuto una foratura all’ingresso della Copse, costringendolo dunque ad effettuare un giro completo a velocità ridotta.

Mentre la finestra al pit si è aperta, una Ferrari che aveva già effettuato il primo cambio pilota, si è insabbiata a causa delle gomme fredde. Così facendo è intervenuta una nuova Full Course Yellow rovinando così la strategia di alcuni dei team, compresa l’Audi #55.

Al restart si è configurata di fatto una nuova classifica: Keen ha comandato la classifica, seguito da Perez Companc, Molina, Mauron (sulla Lamborghini #19) e Simon Gachet (sull’Audi #25). Solamente settimo Caldarelli che ha prelevato il volante da Perera.

Con il prosieguo del secondo stint, Perez Companc non ha tenuto un ritmo sufficiente ed è sceso in classifica, mentre Caldarelli ha rimontato fino alla seconda posizione seguito da Molina, Mauron e Williamson (sulla Mercedes #43, in 12° posizione dopo la sosta).

Durante la finestra del secondo pit il Triple F ha commesso un chiaro errore nella strategia, facendo rientrare le due vetture allo stesso giro e perdendo molto tempo nelle piazzole di sosta, visto che erano molto ravvicinate.

Nonostante ciò, Venturini ha ripreso la leadership, seguito da molto vicino da Rigon, poi Hawksworth (il quale ha preso il volante da Williamson), Vanthoor e Mapelli (che ha preso il posto di Caldarelli).

L’ultimo stint è stato mozzafiato: Venturini ha tenuto a bada gli attacchi di Rigon, mentre Mapelli è riuscito a sopravanzare Vanthoor e si è messo alla caccia di Hawksworth.

Negli ultimi 10 minuti di gara, i primi quattro avevano un distacco di soli 5 secondi. Venturini però ha avuto un’incertezza alla Luffield e Rigon ha portato a termine il sorpasso, mentre Mapelli nel penultimo giro ha tentato il sorpasso sul driver Mercedes. Sicuramente una manovra azzardata ed il contatto è avvenuto; Mapelli probabilmente ha avuto una rottura al radiatore, mentre Hawksworth ha avuto un testacoda.

Sotto la bandiera a scacchi dunque, è transitato Rigon, Venturini, Vanthoor, Jaminet (sulla Porsche #98), Hawksworth, Mapelli, Stolz (su Mercedes #4), Tweraser (primo di classe Silver sulla Lamborghini #19), Drudi (secondo di classe Silver, sulla Audi #55) e Fraga (terzo di classe Silver, su Mercedes #90).

In Top 10 figurano dunque 3 Lamborghini, 3 Mercedes, 2 Audi, una Porsche e la Ferrari vincitrice.

I punti di lettura fondamentali della gara sono senza dubbio la FCY alla fine della prima ora, la quale ha permesso a coloro che non avevano effettuato il pit, di guadagnare molto terreno; azzerato poi dalla Safety Car seguente come da regolamento.

Inoltre, senza la confusione al pit del FFF Racing Team finale, probabilmente avremmo visto una sicura doppietta Lamborghini, a giudicare dal passo gara che hanno sostenuto nelle tre ore.

Un plauso meritato va a Mattia Drudi, il quale ha preso la vettura in quarta posizione di classe, ha dimostrato un passo gara ottimo, contenendo gli attacchi di Fraga, ed è passato sotto la bandiera a scacchi a soli 13 millesimi dal vincitore della Silver.

Gara sfortunata ancora per la Lamborghini #63: dopo il DNF registrato a Monza, qui a Silverstone non è andata oltre la 36° posizione. Nonostante la pole position ed una buona consistenza da parte di Engelhart, il lavoro è stato vanificato dalla foratura a fine stint. Come se non bastasse, mentre Bortolotti stava rimontando fino alla dodicesima posizione, nell’ultimo giro è stato effettuato un ulteriore pit stop per cause sconosciute, finendo quasi in fondo alla classifica.

Il Blancpain GT Series Endurance Cup tornerà tra meno di 20 giorni per la 1000km del Paul Ricard.

Risultati Completi Silverstone

Blancpain GT SeriesEndurance Cup

Full Throttle • 12 Maggio 2019


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