La Porsche vince la 24h del Nurburgring. Audi chiude in Top 5.

La Porsche #911 del Manthey Racing di Cairoli/Estre/Christensen vince nell’edizione 2021 della 24h del Nurburgring. Seconda vittoria della casa di Stoccarda da quando sono istituite le GT3 sull’Inferno Verde, sesta vittoria per lo squadrone tedesco che diventa il team più vincente di sempre.

Solamente 59 giri completati, la gara è stata neutralizzata con la bandiera rossa per ben 14 ore a causa di una nebbia molto densa, scesa nella notte. Nel primo quarto di gara abbiamo visto una grande battaglia dei partecipanti; completata la 6° ora, la direzione gara ha scelto di fermare momentaneamente tutte le battaglie. Basti pensare che nei 22,8 km di percorrenza del Nordschleife, erano presenti ben sedici Code 60 e 3 Slow Zone.

Subito dopo la partenza, Stolz sulla Mercdes #4 ha avuto un passo decisamente migliore degli altri, ben 7 secondi di vantaggio al 1° giro sulle BMW di Catsburg e Klingmann, ed Estre in quarta posizione. Al quinto giro ha iniziato a piovere, quindi tutti i team hanno effettuato la prima sosta per montare le gomme rain. Dopo il pit, notiamo subito che Estre ha preso il comando delle operazioni, mentre Stolz e Catsburg hanno cercato di recuperare il gap sul francese. Notiamo una grande rimonta della BMW #98 di Tomczyk, dall’11° alla 4° posizione dopo il pit. Inoltre la Lamborghini #63 di Mapelli ha effettuato un nuovo pit stop non programmato. Poca fortuna per il FFF Racing Team, che è stato costretto a sistemare la vettura per le successive tre ore.

In questa parte di gara è sembrato che Mercedes, Porsche e BMW potessero giocarsi la vittoria, ed in un certo senso è andata cosi: alla fine del secondo stint infatti la miglior Audi risultava solamente in 8° posizione, ad 1 minuto di distacco, cioè la R8 LMS #11 di Stippler.

Audi R8 LMS #11 (Phoenix Racing), Michele Beretta/Kim-Luis Schramm/Frank Stippler/Nicki Thiim

Il terzo stint di gara si è aperto con l’incidente di Dries Vanthoor sull’Audi #15 nella zona di Kallenhard, precisamente al 16° giro. Il belga è riuscito a tornare ai box, ma purtroppo il Phoenix Racing ha deciso di fermare la vettura per i troppi danni riportati dal contatto con le barriere.

In questa parte comunque, la Mercedes è riuscita a prendere la leadership della gara, e con Metzger alla guida ha messo una distanza di 47 secondi sulla Porsche, complice due nuove Slow Zone sul tracciato, che la Mercedes ha evitato. Inoltre Cairoli è uscito fuori pista nel segmento di Hocheichen e si è appoggiato sulle barriere, la vettura comunque è uscita illesa dal contatto.

Nello stint successivo, verso il tramonto, iniziano a diversificarsi le strategie: i team preferiscono uscire fuori dalla finestra dei pit ogni ora, in favore di una strategia più flessibile a causa delle sempre presenti Slow Zone e Code 60 dislocate sul tracciato.

Arrivati dunque al primo quarta di gara e prima della bandiera rossa, completato il 34° giro, la classifica recita la BMW #1 in prima posizione, poi la Mercedes #4 in seconda, la BMW #20 in terza posizione, l’Audi #11, (la quale al contempo ha avuto un ottimo passo gara grazie ai doppi stint di Stippler e Thiim), la BMW #98 e la Porsche #911.

Al restart, alle h.12.00, quando mancavano 3h e 30 alla fine, la BMW di Eng ha mantenuto la posizione, mentre la Mercedes #4 ha impattato violentemente le barriere a Tiergarten. Questo è stato un grande colpo di scena, perché sicuramente era una delle vetture papabili alla vittoria. Come se non bastasse, nel medesimo giro, l’Audi #11 di Beretta è coinvolta in un contatto di gara con la Mercedes #7 di Marciello e il portacolori del Phoenix Racing ne ha avuto la peggio. Dopo il tamponamento la gomma posteriore sinistra è esplosa, ma è riuscito comunque a prendere la via dei box. Inoltre al 42° giro, Eng è rientrato ai box: sosta non programmata per l’austriaco, infatti la vettura viene portata nel retrobox, per un mesto ritiro mentre stava occupando la prima posizione.

A due ore dalla fine, quindi la classifica ha visto la Porsche in prima posizione, la BMW in seconda, poi terza e quarta posizione per le Porsche #3 e #18 rispettivamente del Rutronik Racing e KCMG. Buona rimonta della Porsche #23 dell’Huber Motorsport, la quale con una strategia completamente differente rispetto agli altri, ha oscillato tra la prima e la settima posizione, in base alle finestre dei pit stop.

La penultima ora vede un ulteriore momento chiave: l’incidente tra la Porsche #31 di Olsen e la BMW #77 di Farfus. La BMW procedeva lenta sul tracciato, e la Porsche ha inevitabilmente centrato la M6 GT3; tutto questo mentre occupavano rispettivamente la quinta e la quarta posizione. Al contempo si è accesa una grandissima battaglia tra la Porsche #44 di Bachler e la Mercedes #7 di Juncadella.

L’ultima ora di gara ha visto la Porsche di Estre in testa con esiguo vantaggio sulla BMW, ma il francese ancora doveva effettuare il pit a causa delle strategie diversificate. Quando questo è avvenuto, intorno alla mezz’ora dalla fine, Estre ha gestito un vantaggio di circa 16 secondi su Sheldon van der Linde, quanto è bastato per mantenere la posizione. Intanto è continuata la battaglia tra la Porsche e la Mercedes; questa volta tra Sven Muller e Marciello: l’italiano alla fine ha avuto la meglio, ma la Porsche ha dovuto tenere gli attacchi di Nico Muller, sull’Audi #2 che intanto ha recuperato importanti posizioni.

Sul traguardo dunque, Estre ha chiuso con 8 secondi di vantaggio su Van der Linde, terza la Mercedes di Marciello a 49 secondi. Quarta posizione per Sven Muller a 53 secondi, Nico Muller ha terminato a soli 166 millesimi dal portacolori del team tedesco.

Una vittoria maturata e gestita praticamente da Estre, il quale ha affrontato con un passo superbo durante gli stint iniziali e finali. Senza dubbio la strategia differente ha avuto successo, in quanto l’ultimo pit a 30 minuti dalla fine è stato decisamente più corto e veloce rispetto al “full service” della BMW.

BMW ha tentato di difendere il titolo alla 24h, ma quest’anno la fortuna non è stata dalla loro parte: la #1 è stata ritirata mentre era in prima posizione, la #77 è stata colpita in gara, ma rimane l’ottima performance dimostrata da Tomczyk (nei primi stint iniziali) e Van der Linde (nelle ultime due ore) sulla BMW #98 e il Best lap della #20 in 8:12.804.

Mercedes ha tenuto il passo fino a che ha potuto, peccato per l’out della #4, sicuramente un podio era alla portata, ma la buona consistenza della #7 ha fruttato comunque una terza posizione.

Poca fortuna anche per Audi, presente alla vigilia con tre macchine factory, ma la #15 è uscita nel primo blocco di gara, la #29 ha avuto un incidente con la Porsche #3 nel corso della 21° ora. La #2 ha chiuso in Top5 ma è una magra consolazione per la casa di Ingolstadt. Sicuramente il prossimo anno sarà un rilancio per loro.

Audi R8 LMS #2 (Audi Sport Team Car Collection), Christopher Haase/Nico Müller/Patric Niederhauser/Markus Winkelhock

Anche questa volta Lamborghini non riesce ad incidere alla 24 ore; le due vetture presenti hanno avuto problemi fin dalla prima parte di gara; la #63 ha perso tre ore dopo il primo pit, mentre la #19 ha avuto un contatto in gara, sempre nelle fasi iniziali.

Risultati Completi

24h Nurburgring 2021Audi R8 LMS GT3 EvoCar CollectionnurburgringPhoenix Racing

Full Throttle • 6 Giugno 2021


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