[FIA WEC] Audi in Giappone per sfatare il tabù Fuji

La fase decisiva del FIA World Endurance Championship 2016 è iniziata. Nel giro di cinque settimane, in Asia si disputeranno le tre gare che assegneranno tutti i titoli in palio. Audi si presenta in Giappone con l’attuale secondo posto nella classifica riservata ai costruttori sia in quella piloti. Domenica 16 Ottobre, quando da noi sarà ancora notte fonda, a circa 100 km a sud di Tokyo, prenderà il via la 6h del Fuji.

Quest’anno, le gare di 6h del FIA WEC si stanno dimostrando molto più vibranti delle gare sprint di tanti altri campionati. Recentemente, prima al Nurburgring, poi in Messico ed infine in Texas, le gare sono rimaste incerte quasi fin sotto la bandiera a scacchi. Questa incertezza ha reso team e piloti particolarmente ansiosi alla vigilia della 6h del Fuji, settimo dei nove appuntamenti del FIA WEC 2016. L’agitazione è dovuta anche al fatto che il pubblico giapponese è uno dei più appassionati e competenti a livello mondiale, forse il migliore, e per questo tutti vogliono fare bella figura al Fuji. In più, a differenza di quanto succede nel resto del mondo, in Giappone il FIA WEC è considerato al pari della F1 e del Super GT, non il campionato dove chiudere la carriera, la serie B del motorsport.

André Lotterer, vincitore di due titoli Super GT e di numerose gare in Super Formula, vive in Giappone dal 2003 e conosce molto bene la pressione mediatica che c’è nel paese del sol levante per le gare di alto livello. Anche Benoit Treluyer, Oliver Jarvis e Loic Duval mantengono ottimi legami con il Giappone dato che lì hanno corso per diversi anni ad inizio carriera.

ll monte Fuji è un vulcano del Giappone. Con i suoi 3776 metri è la massima elevazione del paese, è situato nella sezione centromeridionale dell’isola di Honshu, a sud-ovest di Tokyo e a una ventina di chilometri dalla costa della baia di Suruga, che domina con la sua sommità perennemente innevata. Ha forma conica regolare, con un cratere profondo 250 metri e del diametro di circa 600 metri, ed è costituito da rocce neozoiche poggiate su un basamento cenozoico. Ricoperto da una fitta vegetazione di pini, cedri e cipressi fin verso i 2700 metri, deriva il nome da un antico vocabolo, che significa fuoco, ma dal 1707 la sua attività è limitata a modeste manifestazioni solfatariche. Considerato montagna sacra dai giapponesi, è circondato da templi e santuari ed è assurto in tutto il mondo a simbolo del Giappone. Alle sue falde settentrionali e occidentali, a un’altitudine compresa tra gli 830 e i 904 metri si trovano i cinque laghi di Fuji. In giapponese è chiamato Fujisan e Fujiyama.

Wolfgang Ullrich, Capo di Audi Sport, ama moltissimo tornare ogni anno al Fuji:

“La 6h del Fuji è sempre una sfida molto speciale. Il disegno della pista è qualcosa di unico, in particolare la curva che immette sul lunghissimo rettilineo di partenza e quella successiva, lentissima, dove è cruciale il punto di staccata. Riuscire ad essere competitivi qui non è affatto facile”.

La pista è caratterizzata dal rettilineo principale di un km e 400 metri, le LMP1 superano qui i 300 km/h prima di affrontare la difficile staccata della prima curva. La prima parte del circuito è un misto di curve veloci, quasi l’opposto della seconda fatta da un susseguirsi di curve lente.

Audi non ha mai vinto la 6h del Fuji, da quando si corre qui, dal 2012, l’unica soddisfazione è il giro più veloce in gara fatto segnare lo scorso anno da Loic Duval. Wolfgang Ullrich sa bene delle difficoltà di Audi al Fuji ma è sicuro che quest’anno le cose possono andare diversamente:

“Ovviamente, vogliamo sfatare il tabù Fuji anche se sappiamo bene che sarà molto difficile riuscirci”.

Le Audi R18 si sono dimostrate assolutamente competitive nelle ultime tre gare disputate quest’anno, Audi negli ultimi tre round, ha percorso al comando ben 1136 km totali anche se non è mai arrivata la vittoria, andata sempre a Porsche. Anche Toyota si è dimostrata in crescita andando a podio sia in Messico che in Texas.

Nella classifica riservata ai piloti al comando c’è la Porsche 919 Hybrid #2 di Neel Jani, Marc Lieb e Romain Dumas con 130 punti, seconda la Audi R18 #8 di Lucas Di Grassi, Loic Duval e Oliver Jarvis con 92,5 punti, terza la Toyota TS050 Hybrid di Mike Conway, Kamui Kobayashi e Stephane Sarrazin con 92 punti.

Tra i costruttori Porsche è leader con 238 punti, 53 più di Audi e 101 più di Toyota.

Gli Orari

Venerdì 14 Ottobre alle 3:45 (ora italiana) ci saranno le Free Practice 1, alle 8:30 le Free Practice 2. Sabato 15 Ottobre alle 3:00 prenderanno il via le Free Practice 3 mentre alle 7:00 scatteranno le Qualifiche, visibili per gli abbonati a FIAWEC.com. Domenica 16 Ottobre alle 4:00, ora italiana, ci sarà la Green Flag della 6h del Fuji.

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Federico Famiglietti • 12 Ottobre 2016


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