[FIA WEC] Di Grassi, Jarvis e Duval vincono la 6h di Spa

Lucas Di Grassi, Oliver Jarvis e Loic Duval si impongono a Spa. La R18 #8 è stata l’unica LMP1 ibrida a non accusare problemi gravi di affidabilità. Andre Lotterer, Marcel Fassler e Benoit Treluyer devono accontentarsi della quinta posizione finale. In classe LMP2 gara difficile per René Rast e Filipe Albuquerque.

La R18 di Lucas Di Grassi, Oliver Jarvis e Loic Duval ha vinto la 6h di Spa. A vincere è stata l’unica auto che non ha accusato problemi seri di affidabilità tra le LMP1 ibride.

Per Lucas Di Grassi e Oliver Jarvis è la prima vittoria nel FIA World Endurance Championship.

Di Grassi, Jarvis e Duval hanno percorso 160 giri alla media finale di 210 km/h.

Seconda posizione per la Porsche 919 Hybrid #2 di Romain Dumas, Neel Jani e Marc Lieb che ha tagliato il traguardo con due giri di distacco dalla R18 vincitrice. Ancora un podio per Rebellion Racing: approfittando dei problemi che hanno colpito le LMP1 ibride la R-One #13 di Mathéo Tuscher, Dominik Kraihamer e Alexandre Imperatori può festeggiare il secondo risultato prestigioso consecutivo dopo il terzo posto ottenuto alla 6h di Silverstone.

Quarta piazza finale per la seconda Rebellion Racing #12 di Nick Heidfeld, Nicolas Prost e Nelson Piquet JR mentre, vista la sfortuna di oggi, quinto posto tutto sommato positivo per la R18 #7 di Andre Lotterer, Marcel Fassler e Benoit Treluyer.

Disastro in casa Toyota Hybrid con entrambe le TS050 costrette al ritiro per problemi tecnici; senza di essi il costruttore giapponese avrebbe potuto riassaporare il gusto della vittoria visto l’ottimo passo gara della TS050 sulla pista di Spa-Francorchamps.

Al via Benoit Treluyer riesce subito a recuperare due posizioni sopravanzando le due Toyota TS050 Hybrid, dopo 8 giri il primo colpo di scena con la Porsche di Marc Lieb che rallenta e perde posizioni a causa del malfunzionamento del sistema ibrido che finirà col penalizzare la vettura #2 per l’intera gara.

Subito dopo si infiamma la battaglia tra Lucas Di Grassi e Sebastien Buemi per la seconda posizione con lo svizzero che riesce ad avere la meglio sul brasiliano con un sorpasso all’esterno alla Bus Stop.

Primo pit stop per la R18 #7 dopo 40 minuti seguita a ruota dalla #8; Mike Conway su Toyota, intanto, rimedia una penalità per un contatto con la SMP Racing #37.

Dopo 70 minuti di gara la lotta è per le leadership tra Buemi e Bernhard ma il tedesco è costretto a lasciare strada alla Toyota #5 a causa di una foratura al termine del rettilineo del Kemmel. Bernhard rientra ai box e cede la vettura a Mark Webber.

Neanche due ore di gara e iniziano i problemi per Audi, oggi la sfortuna si accanisce sulla R18 #7: per Andre Lotterer, Marcel Fassler e Benoit Treluyer è un susseguirsi di problemi tecnici e penalità che costringono il team ad effettuare più soste del previsto. L’ultimo imprevisto a meno di un quarto d’ora dalla fine con Fassler colpito da Rast e frontale danneggiato seriamente per l’Audi.

Quando mancano meno di due ore al termine la Toyota di Nakajima, in quel momento saldamente in prima posizione, deve alzare bandiera bianca e rientrare sommessamente ai box con nuvole di fumo che fuoriescono dal retro della vettura. Al comando della gara sale Oliver Jarvis.

Primo e unico periodo di safety car a poco più di un’ora dalla bandiera a scacchi per il tremendo incidente della Ford GT di Stefan Mucke al Radillon, l’impatto contro il muro di gomme è violentissimo ma Mucke dice subito via radio di essere cosciente anche se dolorante. Sospiro di sollievo.

Poco prima della ripartenza gli animi si gelano in casa Audi Sport con la R18 #8 che è costretta a rientrare nel box per un problema, nulla di grave per fortuna e Jarvis può riprendere dopo poco la via della pista.

Tra le LMP2 dopo un finale al cardiopalma la vittoria è andata alla Signatech Alpine #36 di Gustavo Menezes, Nicolas Lapierre e Stephane Richelmi. Lapierre è stato eccezionale nel finale a contenere gli attacchi della Ligier JSP2 del team ESM di Pipo Derani, secondo sul traguardo. Terza la Manor di Rao, Mehri e Bradley. Giù dal podio, quarto, Filipe Albuquerque che ha visto il podio svanire all’ultimo giro mentre non è andato oltre la quinta posizione di classe Renè Rast.

In classe GTE Pro le due Ferrari 488 GTE di AF Corse hanno fatto il bello e il cattivo tempo quasi per l’intera gara; la vittoria è della 488 #71 di Davide Rigon e Sam Bird ma poteva essere doppietta se negli ultimissimi minuti James Calado non fosse stato costretto a rientrare ai box con la #51 che fumava vistosamente. Tutto lascia presagire ad un altro problema al turbo. Per Sam Bird e Davide Rigon è la seconda vittoria consecutiva.

Infine, tra le GTE Am a vincere è stata la Aston Martin V8 Vantage GTE #98 di Pedro Lamy, Mathias Lauda e Paul Dalla Lana.

La prossima gara del FIA WEC non necessita di presentazioni: Le Mans.

Stay Tuned!

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Federico Famiglietti • 7 Maggio 2016


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